Chi sono

Imperia e Vallecrosia

Molto di ciò che forgia una persona è l’ambiente in cui cresce e, come capita in alcuni casi, la famiglia c’entra relativamente. Questo pensiero vale principalmente per me, per via del fatto che entrambi i miei genitori hanno sempre lavorato ed il tempo trascorso con loro è stato limitato, oltre a considerare che l’unico parente-terzo che avevo vicino era solo mia nonna. Tutti gli zii, i cugini e il resto dei nonni li ho avuti, e/o li ho tutt’ora, lontani.

Per questo inizierei a concentrarmi sulla descrizione dell’ ambiente, per poi approfondire i rapporti famigliari:
I paesi di dove sono cresciuta sono praticamente uno appiccicato all’altro e si sviluppano sia sulla costa che lungo le vallate adiacenti, generando una divisione netta tra la parte comoda e pianeggiante e quella sopraelevata, caratterizzata da stradine tipiche di montagna e predisposte a subire frane e dissesti vari ed eventuali, durante i periodi primaverili e autunnali.
Il posto è prediletto dai vecchietti perché il clima è mite e ventilato, e il sistema di bus e corriere funziona discretamente bene in inverno e bene durante l’estate, grazie alla necessità di dover andare incontro ai bisogni dei turisti estivi. Anche a quelli che non hanno a disposizione macchine costose per spostarsi tra l’Italia e la Francia, che fortunatamente sono numericamente sufficienti a spingere i comuni ad attrezzarsi per rendere il loro soggiorno agevole e confortevole.
Ovviamente tutte queste cose le ho potute realizzare ora che sono grande.

Da piccola mi limitavo a considerare che, vivendo non sulla costa perché costa ovviamente di più, non potevo vedermi con gli “amichetti” per via del fatto che non avevo mezzi miei e i genitori dovevano lavorare per permetterci di campare. Non potevano chiedere certo dei permessi per portare me in questo o in quel posto, e tanto meno si sognavano di fare mezzanotte – mezzanotte e mezza per recuperarmi da qualche festa, dato che l’indomani si dovevano svegliare chi alle 6:00 o chi, addirittura, alle 4:00. Specialmente caso di mio padre che ha passato la vita a fare i turni in fabbrica, per lavoro.
Queste sono le ragioni per le quali sono cresciuta prevalentemente da sola e ho potuto leggere molto e disegnare altrettanto.
Devo dire che non mi è pesato molto. Sono una di quelle persone che sa apprezzare la solitudine e che sa impiegare il proprio tempo mettendolo a frutto per accrescere la propria cultura personale o le proprie abilità manuali, evitando di percepire le mie giornate come noiose o pesanti.
Non avevo internet, ma in compenso la mia creatività era inarrestabile e la mia fantasia si lasciava stimolare da ogni lettura o da ogni gioco che mi passava sotto mano. Fosse anche solo Tekken.